La Valle dell'Alto Bradano

La valle dell'Alto Bradano
a cura di Rosanna Argento

 

La valle dell’Alto Bradano, situata nell’area nordorientale della Basilicata, comprende otto piccoli comuni: Forenza, Acerenza, Oppido Lucano, Tolve, San Chirico Nuovo, Genzano, Banzi e Palazzo S.Gervasio. La sua popolazione, inferiore a 28.000 abitanti - di cui circa 6.000 a Genzano, il comune più densamente popolato, e circa 1.500 a Banzi, quello più piccolo – è concentrata nei centri urbanizzati, tutti ubicati in posizione di sommità nella fascia montana e collinare dell’area.

Il suo territorio è frapposto tra montagna e marina; da una parte si insinua nei margini frastagliati dell’area montana, dall’altra si distende verso gli aridi altopiani calcarei delle Murge. Percorrendolo si rimane colpiti dalla sequenza delle morbide colline che degradano verso il fiume Bradano, e che ad ovest appaiono incorniciate dalla catena montuosa dell’Appennino lucano.


Lo scrittore Raffaele Nigro, nella pubblicazione “l’Alto Bradano” realizzata dalla Comunità Montana Alto Bradano, lo descrive così:
“…Salendo dalle pianure della Puglia, dopo il vestito erboso delle colline dolci del sud si sprigiona un paesaggio arcaico, meno popoloso, una fioritura di colli e cocuzzoli ai quali si aggrappano le strade, le masserie spesso in abbandono e i paesi. Paesi di calce e di pietra che fuggono verso valle in cerca di periferie agevoli ma che restano nonostante gli sforzi della modernità abbarbicati nei nuclei medievali alle parti alte dei monti…” 

Il sistema delle colline degradanti intervallate da piccoli fossi e incisioni fluviali connota suggestivamente l’area, tanto da diventarne la dominante percettiva. Ad esso corrisponde un paesaggio agrario caratterizzato da vaste coltivazioni cerealicole, arricchito da siepi, filari di alberi, fossi e piccoli canali che sottolineano la trama ondulata dei coltivi, punteggiata da grandi roverelle isolate. Alle quote più alte, la conca naturale è dominata da ampie aree boscate che, in prossimità degli abitati, lasciano il posto ad un mosaico di piccoli uliveti, frutteti, vigneti e colture specializzate.

In questo scenario, i piccoli insediamenti dislocati sulle vette della valle, sono i fulcri su cui si incentra l’organizzazione del territorio che, ancora oggi, ricalca l’ordine medioevale disegnato dai Normanni e culminato, con Federico II di Svevia, nella realizzazione di una linea difensiva che affidava agli abitati la funzione di controllo del territorio. Nel paesaggio permane il disegno gerarchico che ha conformato i luoghi sia nell’organizzazione urbana, sia in quella della rete viaria che collega gli abitati all’area collinare, diramandosi nella fitta rete di tracciati che servono il territorio rurale.
La valle conserva la profonda impronta lasciata sul territorio dalle due presenze che antiteticamente, hanno segnato la storia dei luoghi: il feudatario e la popolazione contadina. Ricchezza e povertà, vasti possedimenti cerealicoli nella valle, e piccole coltivazioni ai margini degli abitati.
Tutti i segni che connotano il paesaggio ci ricordano l’uso storico del suolo e la stretta relazione che ha legato gli insediamenti al territorio rurale, e permettono di riconoscere l’originaria struttura rarefatta, che ha posto i piccoli centri abitati al centro delle relazioni della valle. 
 


Il paesaggio dell’Alto Bradano, le parole chiave per comprenderlo
Anfiteatro naturale

Il territorio è un anfiteatro naturale delimitato dai margini della catena appenninica dominata dal monte Vulture. Comprende un sistema collinare, che degrada dagli 800 ai 200 metri sul livello del mare, e parte dell’ampia depressione del suolo percorsa dal fiume Bradano. Il profilo montuoso dell’anfiteatro è disegnato da vette, serre e dalle sommità su cui sorgono gli abitati. Dai punti più alti, rivolgendosi a nord-ovest, si guarda verso l’Appennino Settentrionale e si scorge il singolare profilo del Vulture. Affacciandosi ad est e sud-est, si spazia fino agli altopiani delle Murge, e si intravede il mare.
 

Il profilo dell'Anfiteatro

ANFITEATRO NATURALE      CASTELLO O CHIESA A PRESIDIO DEL TERRITORIO
CENTRI STORICI DI SOMMITÀ      VIABILITÀ RADIALE
MICRO-MOSAICO AGRARIO        CELLARI E GROTTE INTORNO AGLI ABITATI
QUERCETI E MACCHIE BOSCATE


Gli abitati a presidio della valle 

Gli abitati sono i fulcri della rete insediativa storica, ancora leggibile. Sorgono nei punti strategici della valle, sulla sommità delle colline e del basso Appennino che disegnano il margine dell’anfiteatro, a ridosso dei castelli e delle fortificazioni medioevali, con funzione di avamposti strategico-militari per il controllo delle grandi arterie e del territorio collinare, degradante fino ai pianori pugliesi. I castelli (o palazzi nobiliari) e le chiese (o conventi), affacciati sulle vaste coltivazioni della valle, testimoniano la storia economica del sistema agrario locale, legato alle estese proprietà feudali, ecclesiastiche e demaniali. La stratificazione storica degli insediamenti corrisponde alla struttura morfologica dei luoghi: sulla vetta si erge l’antico nucleo alto-medioevale, immediatamente intorno sorge l’ampliamento medioevale, ed a mezza costa si sviluppano le espansioni avvenute tra il XVII ed il XIX secolo.
 

Cellari, grotte e micro-mosaico agrario intorno agli abitati

Sulle pendici delle alture, ai margini degli insediamenti, sono scavati cellari e grotte usati tradizionalmente dai contadini per la conservazione e la lavorazione del vino e dei prodotti agricoli coltivati nei piccoli appezzamenti di terreno che circondano l’edificato. Sono i laboratori contadini in cui la popolazione si ritrovava nei periodi della vendemmia. Ad essi fa riscontro un micromosaico agrario, che un tempo era connotato per la ricchezza delle coltivazioni: legumi e ortaggi messi a dimora sotto l’impianto delle viti, ed alberi da frutto come pero, fico, noce.
 

Lo slabbramento dell'insediamento compatto

Lo spopolamento del territorio e l’abbandono dei centri storici non hanno frenato le espansioni edilizie degli insediamenti, che risultano sovradimensionate rispetto ai reali fabbisogni abitativi della popolazione. Oggi la morfologia compatta degli abitati si è slabbrata, ed i versanti delle alture appaiono interessati da fenomeni di dissesto  idrogeologico. La nuova edificazione spesso, altera l’immagine compatta ed omogenea degli abitati storici.
 

Viabilità radiale
Dagli insediamenti di sommità s’irradiano sia la viabilità che, con una complessa articolazione collinare collega i centri con l’area pedecollinare centrale, sia le strade di crinale e controcrinale che congiungono i nuclei attraverso le valli sub montane e dell’alta collina.
La rete viaria, che collega gli abitati all’area collinare, testimonia la consuetudine della popolazione agricola di abitare nel centro storico, e la stretta relazione che ha legato gli insediamenti al territorio rurale.


Querceti e macchie boscate nell'area montana

L’alta fascia collinare e montana del territorio è ricoperta da ampie aree boscate, superstiti ai tagli operati in tutta la regione in epoca romana, e dopo l'unificazione nazionale. Sono querceti caratterizzati da un ricco strato arboreo ed arbustivo. Gli alberi monumentali, solo in parte censiti, testimoniano l’antica elevata copertura vegetazionale del territorio.

 


Pale eoliche sulla serra

Le cinquanta pale dell’impianto eolico, che si ergono sul crinale della serra circostante l’abitato di Forenza, si impongono sul paesaggio alterando il quadro complessivo dell’anfiteatro.

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